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"Si vis pacem, para bellum" ![]()

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VICENZA 4 LUGLIO: IN PIAZZA IL PARTITO DEL NO E I DEMOCRATICI A CORRENTE ALTERNATA
<< Il 4 luglio a Vicenza un'accozzaglia di sigle sfilerà a Vicenza contro tutto. Sarà l’ennesimo colpo teatrale del partito del No. Noi siamo, e saremo, inteso come destra sociale e popolare, sempre per un affrancamento dalla presenza militare statunitense, non solo a Vicenza ma su tutta l'area nazionale. Tuttavia, ci chiediamo a cosa servano queste manifestazioni se non a tentare di ridare nuova linfa e visibilità ad un esiguo gruppo di professionisti della protesta da cui non emerge nulla (o poco) di costruttivo per il bene della nazione, ma inversamente sola una diffusione di veleno e di odio a buon mercato. Chi oggi rivendica il diritto di manifestare sono gli stessi che poi innalzano barriere quando a scendere in piazza sono degli italiani che appartengono ad un’altra parrocchia politica. Questi sono i democratici a corrente alternata che, grazie a dio, o più semplicemente ai ludi cartacei, sono stati spazzati via. O quasi >>.
Destra sociale nel Pdl


ELEZIONI COMUNALI DI SCHIO
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La quarta sponda
QUANTO SI' BELLO
Un buffo personaggio che sembra il figlio di Renato Zero e Peppino di Capri è giunto in Italia improvvisando una performance da baraccone, con tanto di foto appesa al collo.
L'uomo, che ci dicono si creda il capo di stato libico, è venuto a Roma a definire la vendita del suo paese, nostra ex colonia, ai capitali nostrani.
L'acquisto, mascherato sotto la voce “Riparazioni” è fruttuoso per noi. In primo luogo ci ha già permesso di avere dall'altra sponda del Mediterraneo un partner che vigila per ridurre le ondate di clandestini e che ci permette anche di rimandarglieli indietro. Questo innervosisce tutti coloro che sul traffico di schiavi mangiano a piene ganasce, in primis le associazioni “umanitarie” cattocomuniste. Nel pacchetto vendita , come ha esplicitamente affermato, Gheddafi ha inserito anche l'assoluta priorità italiana, se non addirittura l'esclusiva, nell'utilizzo delle risorse del governatorato libico. E non è finita. C'è soprattutto la ricostruzione della terra di cui è ras da quarant'anni, e che praticamente è all'abbandono, che vedrà occupate le ditte italiane.
Qui Peppafi Zero è stato chiaro: “il popolo libico ha fatto la rivoluzione contro il colonialismo, ma anche contro la corruzione. Sotto questo aspetto siamo molto sensibili". Molto sensibili? Molto QUANTO, signor governatore.
Questa è la domanda giusta, l'unica che ha un senso porsi, senza coinvolgerci nella sarabanda di questi giorni, con tanto di "Onda " (sì e no una leggerissima increspatura) che accusa il signore in questione di essere “fascista”. Con tanto di opposizioni che si scandalizzano per la presenza di uno che finché ci minacciava di guerra – ma pagava la Fiat – andava bene ma ora che ci fa da cuscinetto rispetto alle invasioni dal mare diventa cattivissimo. Una sarabanda con tanto di alti toni antitaliani e anticolonialisti adoperati non ad uso nostro ma interno e rivolto anche all'intero mondo arabo. Dello stile: mi sono venduto ma salvo la faccia.
Sullo sfondo di queste pagliacciate di serio c'è soltanto il fatto che la Libia è stata comprata dall'Italia e che l'Inghilterra, che perde colpi nel Mediterraneo, è furiosa. Per questo Murdoch è venuto allo scoperto attaccandoci proprio in questi giorni.
E questa è l'unica nota importante, e preoccupante, del momento. Quando l'Italia agisce sul Mediterraneo, sotto qualsiasi forma, Londra suscita destabilizzazione, terrorismo e guerre civili. Sono centocinquant'anni che va così. E' di questo che dovremmo preoccuparci o perlomeno occuparci. Il resto è patetica messinscena da avanspettacolo.
Gabriele Adinolfi

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL GIORNALE DI VICENZA IN RISPOSTA ALLE PARANOIE MANIFESTATE DAGLI ESPONENTI DEL CENTRO "SOCIALE" SCLEDENSE
Leggo la lettera del rappresentante scledense del movimento dei Disobbedienti “nordestini” capitanati da Luca Casarini e il primo pensiero che mi balza in testa è di avere a che fare con uno dei classici personaggi raffigurati splendidamente dallo scrittore di gialli Robert Ludlum.
La paranoia gioca sempre dei brutti scherzi, sopratutto quando ne diviene la bussola del pensiero politico di un individuo che ardisce a sostenere le ragioni di una scelta di campo in politica. Del resto siamo dinnanzi alla stirpe classica degli agitatori al servizio del caos, che nulla hanno da dire se non vomitare delle confuse giustificazioni volte a colmare il vuoto di una evidente crisi esistenziale, talmente marcata da fare quasi pena.
Non mi interessa in questa sede sprecare spazio ad altri lettori per addentrarmi in questioni politiche cui gli agitatori del caos poco comprenderebbero a causa di una innata propensione a ritenersi i depositari unici e assoluti della Verità. Preferisco rilevare e lanciare contemporaneamente un monito agli scledensi tutti: penso sia indicativo di un’enorme debolezza politica che un uomo come il signor Dalla Via, ritenuto un bravo amministratore, si affidi agli esponenti del centro sociale Arcadia (ma non aveva giurato nei mesi scorsi che non avrebbe mai dialogato con loro?), per recuperare qualche voto per poi usarli come braccio “armato” per porre in azione degli attacchi di tipo personale che poco o nulla hanno a che vedere con l’idea di città che si vuole proporre alla cittadinanza. In questo senso devo dire che pure il cosiddetto partito Democratico ha dato il meglio di sé nei giorni scorsi a riprova di una radice culturale che li lega strettamente. Detto questo, pare evidente che coloro i quali utilizzano come argomento centrale di tutta la campagna elettorale la mia appartenenza politica ad un’area culturale che ha sempre denunciato come disvalore il trasformismo politico degli antiqua e antila, si aspettino da questa operazione di mettere in difficoltà Orsi e tutto il centro destra.
Che Dalla Via e compagni si aggrappino al fatto che sono stato uno dei promotori della cerimonia in memoria delle vittime dell’eccidio di Schio è la palese dimostrazione che sono su una posizione di retroguardia vittime sempre più consapevoli di venire travolti dalla volontà di cambiamento degli scledensi. Stiano comunque tranquilli tutti coloro che mi accusano di voler organizzare altri cortei in città a luglio: questo non accadrà, la mia posizione era dimissionaria dall’organizzazione già un anno fa; ciò nonostante colgo l’occasione per rispedire al mittente l’accusa di essere stato il responsabile del clima di tensione venutosi a creare negli ultimi anni. Sempre e solo da sinistra sono arrivate le provocazioni, le aggressioni fisiche o verbali e le pesanti minacce. Piuttosto mi pare vergognoso che gli esponenti di un partito che si chiama democratico abbiano fatto leva di strumenti liberticidi e censori per limitare la libertà di pensiero e di manifestazione nei confronti di altri cittadini italiani, come se fossero gli ultimi stranieri arrivati clandestinamente in Italia.
Concludo ribadendo che la mia politica si è sempre caratterizzata da una forte sensibilità in campo sociale, il che mi ha sempre spinto a ritenere, a maggior ragione in questa fase di recessione economica, che un amministratore pubblico si deve comportare come un buon padre di famiglia. Mi diano pure del razzista gli agitatori del caos se li fa star bene, ma fintantoché ci sarà un italiano senza un lavoro o senza un alloggio dignitoso, a mio modesto parere il dovere non solo morale ma etico di ogni amministratore pubblico è di attuare una politica che prima di tutto vada in soccorso dei propri connazionali. Per me questa non è discriminazione ma buonsenso e spirito di solidarietà nazionale. Ma come dice un vecchio adagio, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Alex Cioni

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Distribuito volantino in cui si critica la candidatura dell'ex coordinatore di Azione sociale
Alex Cioni si presenta con il Pdl. E il Partito democratico passa all’attacco
Dai volantini propositivi e programmatici a uno d’attacco diretto all’avversario politico. Il Partito democratico che sostiene la candidatura del sindaco uscente Luigi Dalla Via, mercoledì sera ha messo in distribuzione un volantino per attaccare Valter Orsi, candidato sindaco di PdL, Lega nord, e civica Uniti per Schio, reo di avere acconsentito l’inserimento di Alex Cioni tra i candidati del PdL. Ex coordinatore regionale del partito Azione sociale confluito nel PdL, Alex Cioni da portavoce di Continuità Ideale è stato l’organizzatore fino allo scorso anno di sei raduni di reduci della Rsi in occasione della commemorazione dell’Eccidio del 7 luglio ’45. Da Continuità Ideale Cioni ha dato le dimissioni a conclusione del raduno dello scorso anno. “Il 6 e 7 giugno rifletti, - si legge nel volantino del Pd - il voto dato a Valter Orsi può ridare fiato all’odio e portare al governo della città chi ogni anno porta a Schio manipoli di camerati per terrorizzare la città”. La risposta da parte di Alex Cioni non è mancata. “Stiano tranquilli quanti mi accusano di volere organizzare altri cortei in città a luglio, non accadrà. La mia posizione era dimissionaria dall’organizzazione già un anno fa. Colgo l’occasione per rispedire al mittente l’accusa di essere stato il responsabile del clima di tensione venutosi a creare in città negli ultimi anni, perché sempre e solo da sinistra sono arrivate le provocazioni, le aggressioni fisiche e verbali e le pesanti minacce. Piuttosto mi pare vergognoso che esponenti di un partito che si definisce democratico facciano leva su strumenti liberticidi e censori per limitare la libertà di pensiero e di manifestazione. Posso portare testimoni di sinistra che non ho mai rifiutato il confronto civile e democratico, salvo con coloro che sono i veri e unici intolleranti e razzisti nell’attuale panorama politico scledense: i disobbedienti del centro sociale Arcadia, alleati cinque anni fa con Luigi Dalla Via e, sono pronto a scommettere, pronti a sostenerlo in caso di ballottaggio”. Afferma di sentirsi basito dall’attacco a freddo da parte del Pd. “Che il Pd cerchi di utilizzare come argomento centrale della propria campagna elettorale la mia passata appartenenza politica per mettere in difficoltà Valter Orsi e il centrodestra è evidente”. Giorgio Napolitano ha parlato di campagna elettorale fuori tono. “L’attacco alla mia persona è la dimostrazione che la sinistra a Schio è priva di argomenti, allo sbando”.
Vittorino Bernardi Il Gazzettino del Nord Est - 05.06.09

A margine della campagna di veleni e terrorismo portata avanti in questi giorni dalla sinistra tutta (da Dalla Via fino a Rifondazione) interviene Alex Cioni candidato nel Pdl a sostegno di Valter Orsi.
COMITATO ELETTORALE "DALLA VIA NON E' IL NOSTRO SINDACO" IN PIAZZA: ALEX CIONI (LISTA PDL) PER VALTER ORSI SINDACO
Appuntamento in Piazza Rossi sabato 30 maggio dalle ore 16.00. Presenzierà il nostro candidato nel Pdl Alex Cioni.
Il responsabile del comitato elettorale
Cesare Boschetti

«Una politica fallimentare? Non c’erano dubbi che fosse così per Alex Cioni, che la sua soluzione l’aveva racchiusa nell’immagine di una roulotte devastata”. Così Marco Rossetto, segretario della sezione scledense del Pd risponde alle parole di Alex Cioni sulla questione nomadi, ribadite anche ieri sera in occasione dell’incontro su “Sicurezza e legalità” organizzato al bar Leoncino, che hanno scatenato la polemica.
«A Schio non c’è nessun campo nomadi - prosegue Rossetto. - C’è solo una famiglia stanziale che sta facendo un percorso per l’integrazione, ma che sta dando risultati. Ci sono azioni concrete per la legalità, con gli strumenti che la legge offre, senza iniziative estemporanee, improvvisate e pericolose. A parlare di sicurezza per Lega e PdL è proprio Cioni, l’uomo dell'’estrema destra che per anni, il 7 luglio, ha costretto la città ad un clima di tensione, tra saluti fascisti e camicie nere, blindata da centinaia di uomini delle forze dell’ordine, con preoccupazioni per gli scledensi e costi enormi per lo Stato. Mentre Schio sceglieva la pace e la concordia, lui andava dall’altra parte. Quello che stava con il leghista Borghezio che aizzava i repubblichini lo scorso 7 luglio. Allora la Lega locale se ne dissociava, oggi lo appoggia».
Il Giornale di Vicenza 21.05.09 - S.D.C.

“Ronde cittadine: partecipazione o Far West?”. Questo il titolo dell’incontro che si terrà stasera al ristorante “Il Leoncino” dalle 20.30 in piazza Garibaldi a Schio al quale parteciperà Nicolò D’Amato, noto giurista e già direttore generale per gli istituti di prevenzione e pena.
L’incontro rientra nella serie di appuntamenti organizzati in vista del rinnovo del Consiglio comunale da Pdl e Lega Nord con il candidato sindaco Valter Orsi e il candidato consigliere Alex Cioni.
È quest’ultimo ad anticipare un altro tema scottante di questa campagna elettorale e che sarà affrontato e discusso durante l’appuntamento di stasera. Spiega Cioni: «L’unico campo nomade in città è contestato da molti e da più parti. Rappresenta un fallimento delle politiche sociali realizzate fino ad oggi. Sì, perché quando si parla d’integrazione, anche dall’altra parte si deve manifestare la volontà di modificare il proprio stile di vita e lo sforzo di adeguarsi alle regole. Ma ciò non è mai avvenuto e fino ad oggi la politica realizzata non sembra aver tenuto conto di questo. Non abbiamo più l’obbligo di assecondare questo ordine di cose. E se diventerò consigliere mi batterò per la chiusura di questo campo di nomadi».
Il Giornale di Vicenza 20.05.09
COMITATO ELETTORALE "DALLA VIA NON E' IL NOSTRO SINDACO" IN PIAZZA A SCHIO: ALEX CIONI (LISTA PDL) PER VALTER ORSI SINDACO
Appuntamento in Piazza Rossi sabato 23 maggio dalle ore 16.00. Presenzierà il nostro candidato nel Pdl Alex Cioni.
Il responsabile del comitato elettorale
Cesare Boschetti

Berlusconi in Russia e prima in Egitto nel segno di una via nazionale ed europea nel capitalismo. Come Gronchi, Mattei, Craxi
E' LA LINEA MATTEI
Una giornata a Soci, la Costa Azzurra del Mar Nero, per mettere nero su bianco quelle che sono destinate ad essere le nuove vie del gas che dalla Russia portano all'Europa. Un'intesa economica che sancisce nei fatti un altro passo nel processo di avvicinamento tra Unione europea e Paesi dell'Est su cui negli ultimi tempi molto si è speso Silvio Berlusconi. Tanto che a fine aprile è stato il primo leader europeo ad incontrare il discusso presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
L'incontro tra Vladimir Putin e Berlusconi è come al solito improntato a una cordialità che va ben oltre i buoni rapporti tra due diplomazie amiche e che costringe il protocollo a farsi da parte quando al termine del bilaterale il premier russo decide di togliersi la giacca e mettersi alla guida di una Mercedes per accompagnare il Cavaliere alla dacia Riviera messa a disposizione dal governatore della regione di Krasnodar. Poi, tutti al ristorante Mare Blu per brindare all'accordo per la realizzazione del gasdotto South Stream, sottoscritto dal presidente di Gazprom Alexei Miller e dall'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. Un'intesa destinata a portare in Italia il gas dei giacimenti russi e che prevede l'ampliamento della capacità di trasporto dell'impianto da 31 a 47 miliardi di metri cubi all'anno. Ma soprattutto, fanno notare Putin e Berlusconi, un passo importante verso una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti verso l'Europa, visto che le nuove rotte del gasdotto russo non attraverseranno più l'Ucraina.
Ed è Putin a lanciare il Cavaliere nel ruolo di mediatore tra la Russia e l'Unione Europea. Perché, spiega, “molto è stato fatto grazie agli sforzi personali di Berlusconi. Se avessimo con i Paesi europei lo stesso rapporto che abbiamo con l'Italia sarebbe una ottima cosa per lo sviluppo delle nostre relazioni”. Insomma, “se Silvio ha avuto questo ruolo nei rapporti tra Italia e Russia, può averlo anche nei rapporti tra la Russia e l'Ue”. Parole che il presidente del Consiglio raccoglie con soddisfazione, visto che da tempo va dicendo - e lo ha ripetuto anche a Soci - che “l'Unione europea ha bisogno della Russia e la Russia ha bisogno dell'Unione europea”. Nessun dubbio, invece, sull'opportunità dell'intesa su South Stream che - obietta un cronista - renderebbe l'Europa troppo dipendente dalla Russia sul fronte gas. “Dovremmo essere felici - ribatte Berlusconi - che un Paese amico ci dà la possibilità di avere l'energia di cui abbiamo bisogno. Se poi l'Ue lo riterrà giusto potrà rivolgersi anche ad altre fonti di energia”.
La due giorni russa continua nel castello di Barvikha, immerso nella foresta vicino Mosca, dove Berlusconi incontra il leader del Cremlino Dmitri Medvedev. Sul tavolo l'attualità internazionale, a partire dalla crisi economica globale e dal ruolo del G8 nell'affrontarla, passando per le relazioni della Russia con Usa, Nato e Ue. “Insomma - spiegava il Cavaliere al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi riferendosi alla sua visita in Egitto - non è vero che andiamo a fare missioni all'estero per visitare le discoteche”. Parole seguite da un documento di due pagine e mezzo consegnato ai giornalisti e intitolato “Principali risultati della recente attività di politica estera del presidente del Consiglio”. A seguire, gli esiti del bilaterale Italia-Egitto del 12 maggio e la visita in Russia. A Sharm El Sheik, si legge nell'appunto, sono stati firmati “14 importanti accordi, risultati concreti frutto dell'azione del governo”. Spiccano quelli “tra Eni e ministero egiziano del Petrolio per lo sfruttamento di giacimenti nella Penisola del Sinai e lungo la costa egiziana” e quelli “per il raddoppio dell'impianto di Gpl di Damietta”. La portata finanziaria iniziale dell'accordo è di circa 4 miliardi di dollari, ma arriverà fino ad 8 miliardi. “Spiace - concludeva Berlusconi prima di partire per Soci - non averlo visto scritto su nessun giornale”.
Da Il Giornale18.05.09

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