sfondi myspace Azione Sociale con Alessandra Mussolini verso il Pdl - Destra Italiana

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 "Si vis pacem, para bellum"

 

martedì, giugno 30, 2009

Il Gazzettino

Cioni: «Non vogliamo la base, ma niente manifestazioni» Giometto preoccupato
 
(e.s.) Contraria alle basi Usa in Italia, ma anche alle manifestazioni del “No Dal Molin”. È la particolare posizione rivendicata da Alex Cioni della “Destra sociale nel Pdl”. «Il 4 luglio a Vicenza un’accozzaglia di sigle sfilerà a Vicenza contro tutto», dice Cioni. «Sarà l’ennesimo colpo teatrale del partito del ‘no’. Noi siamo sempre per un affrancamento dalla presenza militare statunitense, non solo a Vicenza ma su tutta l'area nazionale. Tuttavia ci chiediamo a cosa servano queste manifestazioni se non a tentare di ridare nuova linfa e visibilità ad un esiguo gruppo di professionisti della protesta da cui non emerge nulla (o poco) di costruttivo per il bene della nazione, ma inversamente sola una diffusione di veleno e di odio a buon mercato. Chi oggi rivendica il diritto di manifestare sono gli stessi che innalzano barriere quando a scendere in piazza sono degli italiani che appartengono ad un’altra parrocchia politica». È invece favorevole alla base e non perde occasione per sottolinearlo, Silvano Giometto, che infatti alle pareti della sua sede politica, in via Quattro Novembre, ha affisso «gli unici annunci pubblici contro la manifestazione del 4 luglio».
      Giometto teme però per la sede stessa: «Se durante la manifestazione saranno arrecati danni alla propaganda di Via Quattro Novembre o all’edificio, si riterrà responsabile il Sindaco di Vicenza, accusato già in passato di un  atteggiamento tecnicamente  non estraneo al sostegno, alla maturazione e all’incremento del problema ‘No Dal Molin’ a Vicenza».
 
Il Gazzettino del Nord Est - 30.06.09 
lunedì, giugno 29, 2009

VICENZA 4 LUGLIO: IN PIAZZA IL PARTITO DEL NO E I DEMOCRATICI A CORRENTE ALTERNATA

<< Il 4 luglio a Vicenza un'accozzaglia di sigle sfilerà a Vicenza contro tutto. Sarà l’ennesimo colpo teatrale del partito del No. Noi siamo, e saremo, inteso come destra sociale e popolare, sempre per un affrancamento dalla presenza militare statunitense, non solo a Vicenza ma su tutta l'area nazionale. Tuttavia, ci chiediamo a cosa servano queste manifestazioni se non a tentare di ridare nuova linfa e visibilità ad un esiguo gruppo di professionisti della protesta da cui non emerge nulla (o poco) di costruttivo per il bene della nazione, ma inversamente sola una diffusione di veleno e di odio a buon mercato. Chi oggi rivendica il diritto di manifestare sono gli stessi che poi innalzano barriere quando a scendere in piazza sono degli italiani che appartengono ad un’altra parrocchia politica. Questi sono i democratici a corrente alternata che, grazie a dio, o più semplicemente ai ludi cartacei, sono stati spazzati via. O quasi >>.

Destra sociale nel Pdl

lunedì, giugno 22, 2009

DALLA VIA VINCE AI NUMERI MA IL VINCITORE MORALE E POLITICO E' VALTER ORSI

Dopo un mese di veleni, ingiurie, colpi bassi, dopo una campagna contrassegnata dagli attacchi personali al limite della diffamazione Schio, seppur di poco ha scelto la conservazione reazionaria catto-comunista. Il vincitore morale e politico è comunque Valter Orsi...magra consolazione ma meglio perdere con onore che vincere sulle ali della meschinità!! Ma l'esime signor sindaco, dopo l'ubriacatura per i festeggiameni, si renderà conto a bocce ferme che la città viva, la città dei giovani e del lavoro, la città dell'imprenditoria non è con lui? O si accontenterà di avere dalla sua i disobbedienti del cesso sociale di Arcadia e gli zingari? Ai posteri l'ardua sentenza.  Forza e onore! Dalla Via non è il nostro sindaco...
Alex Cioni
L'inquisito
sabato, giugno 20, 2009

ELEZIONI COMUNALI DI SCHIO

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giovedì, giugno 18, 2009

CERIMONIA ECCIDIO DI SCHIO DEL 2006 E LA VERITA' OCCULTATA  PER L'ENNESIMA VOLTA

Vorrei far presente agli amici dalla carta stampata il cui lavoro segue i codici deontologici del sano e buon giornalismo, che la pubblicazione reiterata delle dinamiche processuali inerenti i fatti accaduti durante la cerimonia di luglio del 2006, seppur legittima, dovrebbe quanto meno riportare la verità tutta e non solo parzialmente quella che può suscitare un interesse morboso nel lettore. Tra l’altro mi risulta difficile non pensare che se ognuno degli imputati si fosse reso responsabile di omicidio molto probabilmente non avrebbe trovato tanto interesse in redazione;  ma la mia è una battuta ovviamente! Al di là comunque di questo particolare vorrei capire perché si è dato ancora una volta un taglio sfalsato alla vicenda (volutamente?) quando invece il signor Diego Neri dovrebbe sapere molto bene che il processo è stato istituito perchè noi tutti abbiamo fatto ricorso rifiutandoci di chiudere la questione già due anni fa con il pagamento pecuniario del decreto penale di condanna (poco più di 300 euro). Siamo stati noi, ripeto noi, quindi a chiedere il dibattimento della questione in sede processuale. Vi pare un particolare di poco conto?
Grazie per l’attenzione e buon lavoro.
Alex Cioni
sabato, giugno 13, 2009

Io Credo In Schio

AL BALLOTTAGGIO BISOGNA ANDARE A VOTARE, BISOGNA CREDERCI E DIFFONDERE IL VERBO:
SERRARE I RANGHI FINO ALLA VITTORIA!
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venerdì, giugno 12, 2009

La quarta sponda

QUANTO SI' BELLO

Un buffo personaggio che sembra il figlio di Renato Zero e Peppino di Capri è giunto in Italia improvvisando una performance da baraccone, con tanto di foto appesa al collo.
L'uomo, che ci dicono si creda il capo di stato libico, è venuto a Roma a definire la vendita del suo paese, nostra ex colonia, ai capitali nostrani.
L'acquisto, mascherato sotto la voce “Riparazioni” è fruttuoso per noi. In primo luogo ci ha già permesso di avere dall'altra sponda del Mediterraneo un partner che vigila per ridurre le ondate di clandestini e che ci permette anche di rimandarglieli indietro. Questo innervosisce tutti coloro che sul traffico di schiavi mangiano a piene ganasce, in primis le associazioni “umanitarie” cattocomuniste. Nel pacchetto vendita , come ha esplicitamente affermato, Gheddafi ha inserito anche l'assoluta priorità italiana, se non addirittura l'esclusiva, nell'utilizzo delle risorse del governatorato libico. E non è finita. C'è soprattutto la ricostruzione della terra di cui è ras da quarant'anni, e che praticamente è all'abbandono, che vedrà occupate le ditte italiane.
Qui Peppafi Zero è stato chiaro: “il popolo libico ha fatto la rivoluzione contro il colonialismo, ma anche contro la corruzione. Sotto questo aspetto siamo molto sensibili". Molto sensibili? Molto QUANTO, signor governatore.
Questa è la domanda giusta, l'unica che ha un senso porsi, senza coinvolgerci nella sarabanda di questi giorni, con tanto di "Onda " (sì e no una leggerissima increspatura) che accusa il signore in questione di essere “fascista”. Con tanto di opposizioni che si scandalizzano per la presenza di uno che finché ci minacciava di guerra – ma pagava la Fiat – andava bene ma ora che ci fa da cuscinetto rispetto alle invasioni dal mare diventa cattivissimo. Una sarabanda con tanto di alti toni antitaliani e anticolonialisti adoperati non ad uso nostro ma interno e rivolto anche all'intero mondo arabo. Dello stile: mi sono venduto ma salvo la faccia.
Sullo sfondo di queste pagliacciate di serio c'è soltanto il fatto che la Libia è stata comprata dall'Italia e che l'Inghilterra, che perde colpi nel Mediterraneo, è furiosa. Per questo Murdoch è venuto allo scoperto attaccandoci proprio in questi giorni.
E questa è l'unica nota importante, e preoccupante, del momento. Quando l'Italia agisce sul Mediterraneo, sotto qualsiasi forma, Londra suscita destabilizzazione, terrorismo e guerre civili. Sono centocinquant'anni che va così. E' di questo che dovremmo preoccuparci o perlomeno occuparci. Il resto è patetica messinscena da avanspettacolo.

Gabriele Adinolfi

venerdì, giugno 12, 2009

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL GIORNALE DI VICENZA IN RISPOSTA ALLE PARANOIE MANIFESTATE DAGLI ESPONENTI DEL CENTRO "SOCIALE" SCLEDENSE

Leggo la lettera del rappresentante scledense del movimento dei Disobbedienti “nordestini” capitanati da Luca Casarini e il primo pensiero che mi balza in testa è di avere a che fare con uno dei classici personaggi raffigurati splendidamente dallo scrittore di gialli Robert Ludlum.

La paranoia gioca sempre dei brutti scherzi, sopratutto quando ne diviene la bussola del pensiero politico di un individuo che ardisce a sostenere le ragioni di una scelta di campo in politica. Del resto siamo dinnanzi alla stirpe classica degli agitatori al servizio del caos, che nulla hanno da dire se non vomitare delle confuse giustificazioni volte a colmare il vuoto di una evidente crisi esistenziale, talmente marcata da fare quasi pena.

Non mi interessa in questa sede sprecare spazio ad altri lettori per addentrarmi in questioni politiche cui gli agitatori del caos poco comprenderebbero a causa di una innata propensione a ritenersi i depositari unici e assoluti della Verità. Preferisco rilevare e lanciare contemporaneamente un monito agli scledensi tutti: penso sia indicativo di un’enorme debolezza politica che un uomo come il signor Dalla Via, ritenuto un bravo amministratore, si affidi agli esponenti del centro sociale Arcadia (ma non aveva giurato nei mesi scorsi che non avrebbe mai dialogato con loro?), per recuperare qualche voto per poi usarli come braccio “armato” per porre in azione degli attacchi di tipo personale che poco o nulla hanno a che vedere con l’idea di città che si vuole proporre alla cittadinanza. In questo senso devo dire che pure il cosiddetto partito Democratico ha dato il meglio di sé nei giorni scorsi a riprova di una radice culturale che li lega strettamente. Detto questo, pare evidente che coloro i quali utilizzano come argomento centrale di tutta la campagna elettorale la mia appartenenza politica ad un’area culturale che ha sempre denunciato come disvalore il trasformismo politico degli antiqua e antila, si aspettino da questa operazione di mettere in difficoltà Orsi e tutto il centro destra.

Che Dalla Via e compagni si aggrappino al fatto che sono stato uno dei promotori della cerimonia in memoria delle vittime dell’eccidio di Schio è la palese dimostrazione che sono su una posizione di retroguardia vittime sempre più consapevoli di venire travolti dalla volontà di cambiamento degli scledensi. Stiano comunque tranquilli tutti coloro che mi accusano di voler organizzare altri cortei in città a luglio: questo non accadrà, la mia posizione era dimissionaria dall’organizzazione già un anno fa; ciò nonostante colgo l’occasione per rispedire al mittente l’accusa di essere stato il responsabile del clima di tensione venutosi a creare negli ultimi anni. Sempre e solo da sinistra sono arrivate le provocazioni, le aggressioni fisiche o verbali e le pesanti minacce. Piuttosto mi pare vergognoso che gli esponenti di un partito che si chiama democratico abbiano fatto leva di strumenti liberticidi e censori per limitare la libertà di pensiero e di manifestazione nei confronti di altri cittadini italiani, come se fossero gli ultimi stranieri arrivati clandestinamente in Italia.

Concludo ribadendo che la mia politica si è sempre caratterizzata da una forte sensibilità in campo sociale, il che mi ha sempre spinto a ritenere, a maggior ragione in questa fase di recessione economica, che un amministratore pubblico si deve comportare come un buon padre di famiglia. Mi diano pure del razzista gli agitatori del caos se li fa star bene, ma fintantoché ci sarà un italiano senza un lavoro o senza un alloggio dignitoso, a mio modesto parere il dovere non solo morale ma etico di ogni amministratore pubblico è di attuare una politica che prima di tutto vada in soccorso dei propri connazionali. Per me questa non è discriminazione ma buonsenso e spirito di solidarietà nazionale. Ma come dice un vecchio adagio, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

 

Alex Cioni

Candidato Pdl di Schio
( Clicca su commenti per leggere la lettera dell'esponente dei disobba scledensi )
mercoledì, giugno 10, 2009

 BERLUSCONI: GRAZIE ITALIANI PER AVERCI VOTATO 

Berlusconi, i proci, i risultati elettorali, Cohn-Béndit, i conflitti in corso, le manovre e soprattutto il futuro
QUALE GOLPE

 
PRIMO PUNTO: Il governo
 
Il Berlusconi IV si distingue dai precedenti per composizione e per linea politica. Composizione:Rilevante è la presenza di figure di provenienza craxiana quali i ministri Brunetta, Sacconi, Tremonti, la sottosegretaria Stefania Craxi e lo stesso premier Berlusconi.
Assenti invece le sentinelle dichiarate di lobbies e di poteri forti. Nel Berlusconi III, per esempio, questi gruppi avevano immesso nell'esecutivo come loro gaaranti Fini, Martino e Pisanu.
Linea politica:
In politica estera (ed anche economica ed energetica) il governo ha intrapreso azioni aperte verso l'est, in particolare la Russia, e verso il Mediterraneo mettendo fine all'attendismo che era susseguito allo smantellamento del partito italiano (Gronchi, Mattei) e alla liquidazione di Moro prima e di Craxi in seguito.
In politica interna il governo, e più specificatamente il premier, sta perseguendo una rivoluzione costituzionale e istituzionale che punta ad un accentramento decisionista con la liquidazione dei privilegi e dei poteri dei gruppi intermedi, quelli che occupano i ruoli di “rappresentanza” o di “commissariato politico”. Di qui gli scontri con le nomenklature sindacali, le (para)statali, i soviet in Magistratura e le cerchie esclusive del mondo bancario.
 
SECONDO PUNTO: L'interpretazione del momento
 
Come leggere questi conflitti?
Lungi da ogni genere d'identificazione nei protagonisti o contro di loro, o dalla passione pro o versus il Cavaliere, chi sia autocentrato e persegua un progetto animato da un'Idea del Mondo deve esprimere un giudizio lucido e freddo su quanto accade e sulle sue conseguenze a medio e lungo termine. Si è messo da più parti l'accento sulla positività dell'azione in politica estera del Berlusconi IV (ovviamente paragonandolo ai governi precedenti e agli eventuali governi alternativi) ma ci si è sbagliati a non concentrarsi proprio sugli intendimenti autocratici del premier.
Questi intendimenti, che “mettono in pericolo la Costituzione” come non si stancano di ripeterci i chierici della prima repubblica, sono davvero liberticidi?
La storia c'insegna – o perlomeno insegna a me – che la libertà (sia collettiva che dei singoli individui) va di pari passo con l'autorità centrale ed è inversamente proporzionale all'occupazione dei posti a corte da parte dei proci di ogni risma e colore. I quali, per logica connaturata, soffocano, comprimono e burocratizzano ogni azione dal basso neutralizzandola fino ad ucciderla.
Ogni elemento in natura, e anche nella psiche individuale e collettiva, dipende da leggi di azione e reazione, di sbilanciamento e bilanciamento, di spostamento e compensazione. Sicché un rafforzamento autocratico a discapito della sclerosi oligarchica ridurrebbe sì il potere dei mandarini ma per una legge dinamica riaprirebbe automaticamente spazi di libertà e di organizzazione nella direzione dell'autonomia e dell'azione diretta.
Oggi che l'azione autocratica è appena abbozzata, già assistiamo a una serie di flussi innovatori. Segnali che vanno dalla maggior libertà partecipata che vige nel partito di maggioranza rispetto, per esempio, a quello che era il caso di An, alla straordinaria capacità leghista di esprimersi come partito-movimento fino al proporsi di un neo-movimentismo a sinistra che inizia a delinearsi forse con Sinistra e Libertà, con L'Altro sicuramente.
Uno dei principali leaders storici della sinistra europea, un gigante della politica, Daniel Cohn-Béndit, sta come al solito facendo da battistrada. In Francia ha trascinato il partito della sinistra nuova,“Europe-Ecologie,” al 17% circa: un vero boom. E' stato accusato di eccessiva connivenza con l'Eliseo ove non avrebbe disdegnato inviti e incontri. Ma questo, lungi dal farne una marionetta, ne confermerebbe la costante capacità avanguardistica. Il neo-cesarismo è infatti una tendenza generale, non solo italiana. Augusto lo inaugurò non a caso accentuando i propri poteri tribunizi: era il fondamento della “monarchia popolare” quella che sotto forma regale, imperiale, o cesariana, ha da sempre espresso l'intesa (a volte burrascosa) tra popolo e capo chiudendo nella forbice e tagliando le unghie e i canini ai privilegiati e ai proci. La democrazia, o se preferite la democrazia delegata, ha fatto sempre l'opposto. Paradossalmente la monarchia popolare ha prodotto cives, la democrazia sudditi e schiavi.
Cohn-Béndit si propone come Tribuno che è quello che ogni rivoluzionario, di qualsiasi colore, dovrebbe fare oggi. Non contro l'autocrate, chiunque esso sia, ma contro i proci, chiunque siano.
 
TERZO PUNTO: La battaglia in corso
 
Ho avuto modo di spiegare come, a mio avviso, Berlusconi abbia consapevolmente trasformato una vittoria schiacciante in un successo mancato. Questo per provare a sfruttare lo stato di grazia al fine di eliminare separatamente i Curiazi (Fini, D'Alema, Casini, Di Pietro ecc).
Che le elezioni che hanno visto in campo un governo in carica da un anno - e in un periodo di crisi economica - per la maggioranza in carica siano risultate addirittura trionfali lo dicono le cifre.
La somma di PdL e Lega dà una percentuale di pochissimo inferiore a quella delle scorse politiche. Ma vi andrebbe aggiunto almeno l'1,8% di Lombardo e Fatuzzo (se vogliamo essere così magnanimi da concedere a La Destra uno 0,5 nella sua coalizione, percentuale che nei fatti neanche ha). E la tenuta del voto di protesta trasformatosi in voto di consenso così è assicurata. Cosa inedita in democrazia.
Il PdL è il primo partito in tutte le circoscrizioni delle europee.
Lasciamo stare L'Aquila che è troppo particolare perché lì la maggioranza assoluta si sposa con una bassa percentuale di votanti, essendo sfollati i più. Ma nell'abruzzo intero il Pdl doppia il Pd.
Il Pdl guadagna poi cinque eurodeputati, oltre un quinto della sua truppa, in un Europarlamento che pure in questa legislatura offriva meno posti disponibili.
Il Pd come alternativa di governo quasi scompare.
Nelle amministrative Pdl e Lega vanno come un rullo compressore e il centrosinistra si aggrappa a poche isole felici.
Berlusconi alle europee ha ottenuto qualcosa di più di due milioni e settecentomila preferenze personali (cioé un elettore del Pdl ogni quattro ha sentito il bisogno di scriverne il nome). Per rendersi conto di quello che significa si tenga a mente che il presunto vincitore delle europee, Di Pietro, ha collezionato - come partito! - due milioni quattrocentocinquantatremila voti in tutta Italia.
Ovvero solo con le preferenze espresse Berlusconi batte di un quarto di milione di voti l'intera IdV. Eppure fa lo scontento per aprire le ostilità. E Fini le raccoglie cercando di provocare ad arte un conflitto con la Lega.
Ora Berlusconi ha la forza e le condizioni favorevoli per dare una spallata. Ora i proci cercheranno di sparargli nelle gambe.
Ci sarà insomma un golpe, mascherato, soft, maquillé, ma ci sarà: resta da vedere da parte di chi, perché di golpe in realtà ne sono in atto due opposti.
 
QUARTO PUNTO: Come schierarsi
 
Nessuno che abbia un briciolo di intelligenza, un minimo di mentalità politica e tenga alla libertà può non augurarsi che Berlusconi abbia la meglio sui proci.
Chi faccia prevalere sentimenti o risentimenti personali in senso inverso è francamente un superficiale, un ignorante, un suicida o un cretino. Ma questo conta poco, come poco conta il tifo.
Importa invece l'azione e, per l'azione, ha valore la visione, immediata, a medio e a lungo termine. Si deve allora compiere un ulteriore sforzo d'interpretazione fino a capire che proprio questo apparente livellamento grigio sta invece alimentando identarismo e movimentismo. Li ritroviamo infatti in tutti i settori politici: tanto interni quanto esterni, tanto amici quanto nemici dei grandi partiti o puramente e più sagacemente a latere di essi.
La prova la abbiamo avuta a sinistra con il parto del nuovo soggetto e con la mentalità che questo ha assunto che non è più teologica, e che non si pretende nemmeno governativa, ma si apre a un progetto sociale e culturale di base; e, per quanto ce ne sia sicuramente una dose, non può trattarsi esclusivamente di un semplice restiling ma indica un ritorno a certe origini.
Ma l'abbiamo anche a destra. Se Storace & co falliscono senza riserve è perché si ponevano come veteroalternative al berlusconismo. La Fiamma Tricolore che conserva i suoi fedelissimi e Forza Nuova che aumenta addirittura il suo bacino elettorale, se da un lato confermano l'assoluta mancanza di un progetto politico compiuto e di un loro destino, dall'altra rivelano che niente è stato annullato o livellato. Manca purtroppo, ma non data di oggi, qualsiasi dirigenza a un ambiente che, per questo, è diventato di “destra terminale”. Per inveterata sindorme di attesa della manna e del Messia, gli elettori e i militanti “identitari” firmano cambiali in bianco a dirigenti o simboli: ma poi chi le incassa non ha la minima idea di cosa fare, improvvisa e attende la Provvidenza e così tutto si attorciglia su di sé. La testa manca ma l'humus c'è. E qualche risultato lo comprova.
 
QUINTO PUNTO: Un modo nuovo
 
Meglio fa, anche stavolta, Casa Pound, che capitalizza la scelta di non schierarsi nel nulla elettorale, garantendo però al contempo – e qui c'è la novità di portata rivoluzionaria - le indipendenze dei nuclei locali che si articolano nei vari casi in alleanze con le destre terminali, con quelle governative e con le liste civiche.
Come al solito l'armata Iannone sta qualche buon passo avanti ed ha già iniziato a muoversi nel movimentismo post-partitico con quella spinta tribunizia che è necessaria per dar voce e peso a quelle minoranze che continuano ad affannarsi senza costrutto alla ricerca di un'antistorica immedesimazione in un partito su misura che oggi non può esistere se non come caricatura grottesca, sterile e lillipuziana.
Del resto anche dai risultati dei fiammisti e dei forzanovisti risulta che il radicamento ha pagato soprattutto quando ha rotto gli schemi preconcetti. Lo studio dei singoli score, con risultati lusinghieri in certi casi e devastanti in altri pur all'interno del medesimo contenitore, attesta che il populismo ha prevalso sull'ideologismo e il movimentismo sull'integralismo.
Quello che rende però più significativi i successi locali dei militanti di Casa Pound è che, mentre con FN o FT le simpatie locali sono sempre handicappate un tot dal peso dell'etichetta nazionale e del modo di porsi dei partiti, per quello che riguarda gli Iannoniani, invece, il consenso trasversale è molto meno condizionato e più ampio. Ed è notevole quello che comporta in termini di consacrazione come riconosciuti soggetti autonomi.
Politica quando non è gestione di potere è creazione di spazi e di luoghi, è fondazione, è confronto aperto ed è partecipazione. E la linea inaugurata da CPI è la più consona a questo esperimento.
Vedrete che, come è avvenuto per tutto il resto, l'azione intrapresa dalla ciurma salpata col Cutty Sark verrà presto imitata. L'unica perplessità che potrà rallentare la sua pronta mimesi risiede nel fatto che è una scelta fondata esclusivamente sulla sostanza e non sulla visibilità la quale ultima è ovunque locale e della quale non si può quindi vivere di rendita: i travet della politica in questo modo di agire non trovano spazio.
 
SESTO PUNTO: Corsari
 
Capitalizzare questi insegnamenti è il punto di partenza, ma non basta: bisogna chiarire il progetto che si ha in testa. Che non deve esaurirsi nell'accompagnare, da vicino o da lontano, nell'entusiasmo o nel sospetto, l'accentramento berlusconiano e nemmeno nel farlo in piena autonomia con un pragmatismo etico e radicale, ma che deve declinarsi in una visione a lungo termine. Perché delle due l'una
- Berlusconi prevale e allora, come ci fa capire Cohn-Béndit, si apriranno forzatamente spazi per una base sociale finalmente liberata dai filtri e dalle cappe e questo sarà una panacea per la realizzazione del tribunato.
E ci sarà comunque un dopo-Berlusconi e quindi una nuova trasformazione con tanto di liti, scissioni, strappi, finché si produrranno le condizioni per la nascita di una coalizione peronista all'italiana che potrà veder confluire a sé forze sociali da diversi schieramenti. Che è quello a cui personalmente punto alla lunga distanza.
- Prevalgono i proci e sarà allora necessario un profondo radicamento delle autonomie di base per preservare un minimo di libertà perché questa sarà minacciata.
In ambo i casi – e speriamo che si tratti del primo – sarà necessario il recupero totale della logica del confronto, della positività, dell'affermazione, della pluralità nel vitalismo, dell'assoluta trasversalità; quella stessa logica che fu alla base di ogni cosa rimarchevole in Italia: da Fiume ai primi governi Mussolini, da L'Orologio al Sessantotto. Ci si deve concepire come forza energica, creativa, libera, spregiudicata e a tutto campo. L'accentramento berlusconiano insomma sta producendo sia l'asfissia dei partiti che la rivitalizzazione delle autonomie movimentiste. Ora dobbiamo iniziare a operare per trasformare queste ultime in un progetto politico efficace. Che non può essere affidato all'improvvisazione né agli umori dei singoli o alle loro inventive discentrate ma deve imperamente incentrarsi su di una disciplina e un asse, seguendo modelli e metodi precisi. E qui rimando a “Sorpasso Neuronico” che li spiega abbondantemente e anche a “Tortuga” perché tutti i segnali, in Italia e fuori, indicano che è tempo di Corsari. Rossi, verdi e neri. Siamo di nuovo a Salgari e a D'Annunzio. Dopo la Zeta della destra postfascista e lo Zero della destra terminale, forse ora toccherà finalmente all'Alfa.
Gabriele Adinolfi
martedì, giugno 09, 2009

Io Credo In Schio

AL BALLOTTAGGIO BISOGNA ANDARE A VOTARE, BISOGNA CREDERCI E DIFFONDERE IL VERBO:
SERRARE I RANGHI FINO ALLA VITTORIA!

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lunedì, giugno 08, 2009

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sabato, giugno 06, 2009

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venerdì, giugno 05, 2009

Distribuito volantino in cui si critica la candidatura dell'ex coordinatore di Azione sociale

Alex Cioni si presenta con il Pdl. E il Partito democratico passa all’attacco


     

 Dai volantini propositivi e programmatici a uno d’attacco diretto all’avversario politico. Il Partito democratico che sostiene la candidatura del sindaco uscente Luigi Dalla Via, mercoledì sera ha messo in distribuzione un volantino per attaccare Valter Orsi, candidato sindaco di PdL, Lega nord, e civica Uniti per Schio, reo di avere acconsentito l’inserimento di Alex Cioni tra i candidati del PdL. Ex coordinatore regionale del partito Azione sociale confluito nel PdL, Alex Cioni da portavoce di Continuità Ideale è stato l’organizzatore fino allo scorso anno di sei raduni di reduci della Rsi in occasione della commemorazione dell’Eccidio del 7 luglio ’45. Da Continuità Ideale Cioni ha dato le dimissioni a conclusione del raduno dello scorso anno. “Il 6 e 7 giugno rifletti, - si legge nel volantino del Pd - il voto dato a Valter Orsi può ridare fiato all’odio e portare al governo della città chi ogni anno porta a Schio manipoli di camerati per terrorizzare la città”. La risposta da parte di Alex Cioni non è mancata. “Stiano tranquilli quanti mi accusano di volere organizzare altri cortei in città a luglio, non accadrà. La mia posizione era dimissionaria dall’organizzazione già un anno fa. Colgo l’occasione per rispedire al mittente l’accusa di essere stato il responsabile del clima di tensione venutosi a creare in città negli ultimi anni, perché sempre e solo da sinistra sono arrivate le provocazioni, le aggressioni fisiche e verbali e le pesanti minacce. Piuttosto mi pare vergognoso che esponenti di un partito che si definisce democratico facciano leva su strumenti liberticidi e censori per limitare la libertà di pensiero e di manifestazione. Posso portare testimoni di sinistra che non ho mai rifiutato il confronto civile e democratico, salvo con coloro che sono i veri e unici intolleranti e razzisti nell’attuale panorama politico scledense: i disobbedienti del centro sociale Arcadia, alleati cinque anni fa con Luigi Dalla Via e, sono pronto a scommettere, pronti a sostenerlo in caso di ballottaggio”. Afferma di sentirsi basito dall’attacco a freddo da parte del Pd. “Che il Pd cerchi di utilizzare come argomento centrale della propria campagna elettorale la mia passata appartenenza politica per mettere in difficoltà Valter Orsi e il centrodestra è evidente”. Giorgio Napolitano ha parlato di campagna elettorale fuori tono. “L’attacco alla mia persona è la dimostrazione che la sinistra a Schio è priva di argomenti, allo sbando”.

Vittorino Bernardi Il Gazzettino del Nord Est - 05.06.09

giovedì, giugno 04, 2009

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martedì, giugno 02, 2009

PERICOLO DI FASCISMO A SCHIO: DALLA VIA E SOCI ALLE CORDE...

A margine della campagna di veleni e terrorismo portata avanti in questi giorni dalla sinistra tutta (da Dalla Via fino a Rifondazione) interviene Alex Cioni candidato nel Pdl a sostegno di Valter Orsi.
<< La sinistra è allo sbando, si comporta come un bambino piccolo quando gli si toglie il giocattolo preferito. E’ eloquente e degno di nota la scarsezza di argomenti di tutta la sinistra incapace di dettare l’agenda politica ma limitata a rincorrere il sottoscritto in quanto rappresentante della Destra sociale. Per carità, a noi va bene così, perché ciò sta a significare che il lavoro di opposizione allo status quo di questi anni ha realmente prodotto un’alternativa credibile. Pare evidente che coloro i quali utilizzano come argomento centrale di tutta la campagna elettorale la mia appartenenza politica ad un’area culturale che ha sempre denunciato come disvalore il trasformismo politico degli antiqua e antila, si aspettino da questa operazione di mettere in difficoltà Orsi e tutto il centro destra. Non ci riusciranno e a breve questa mia convinzione sarà sancita solennemente dall’esito del voto popolare. Che Dalla Via e soci si aggrappino al fatto che sono stato uno dei promotori della cerimonia in memoria delle vittime dell’eccidio di Schio è la palese dimostrazione che sono loro ad essere su una posizione di retroguardia vittime sempre più consapevoli di essere travolti dalla volontà di cambiamento degli scledensi. Stiano comunque tranquilli tutti coloro che mi accusano di voler organizzare altri cortei in città a luglio. Questo non accadrà, la mia posizione era dimissionaria dall’organizzazione già un anno fà, ciò nonostante colgo l’occasione per rispedire al mittente l’accusa di essere stato il responsabile del clima di tensione venutosi a creare in città negli ultimi anni. Sempre e solo da sinistra sono arrivate le provocazioni, le aggressioni fisiche o verbali e le pesanti minacce. Piuttosto mi pare vergognoso che gli esponenti di un partito che si chiama democratico abbiano fatto leva di strumenti liberticidi e censori per limitare la libertà di pensiero e di manifestazione.
Io, e posso portare numerosi testimoni anche di sinistra, non ho mai rifiutato il confronto civile e democratico, meno ovviamente con coloro che sono i veri ed unici intolleranti e razzisti nell’attuale panorama politico scledense: i disobbedienti del centro sociale Arcadia, alleati 5 anni fa con Dalla Via e, sono pronto a scommettere qualsiasi cosa, pronti a riallacciarne i rapporti in caso di ballottaggio. >>
 
 
L’addetto stampa
venerdì, maggio 29, 2009

SCHIO
Il Pd ha attaccato la lista civica Pia Clementi: «Fa pubblicità nel luogo sbagliato»
 
Lite su un pannello elettorale in piazza

Scaramucce, ma non solo, stanno vivacizzando come mai la contesa elettorale tra le fazioni dei candidati alla poltrona di sindaco a palazzo Garbin.
Un pannello in legno a due ante alto 1 metro e 80 ha scatenato una polemica tra il Partito democratico che sostiene il sindaco uscente Luigi Dalla Via e la lista civica di Pia Clementi. Sabato 16 maggio esponenti del Pd avevano segnalato alla Polizia municipale l’irregolarità di un banchetto elettorale della candidata Clementi, che si è vista stilare un verbale. Pur rigido, il regolamento su gazebo e banchetti elettorali emanato da tempo dal ministero degli Interni (sono vietate esposizioni di fotografie, drappi, simboli, diciture, colori, drappi, striscioni, manifesti e l’uso di cavalletti girelli e altro ancora) viene spesso interpretato dai vari partiti, in una sorta di tacito accordo.
      Così non è stato nella mattinata di sabato 16 maggio, "vittima" la lista civica del candidato sindaco Pia Clementi, rea di avere esposto (per il suo staff) un pannello in legno di 180 centimetri che, tra le bancarelle del mercato, sovrastava il vicino banchetto del Pd.
      «La normativa va interpretata - attacca Egidio Borriero - ma nei nostri confronti il Partito democratico l’ha presa alla lettera compiendo un attacco diretto contro di noi, forse per insicurezza, forse per la paura di perdere voti. La nostra civica può pescare essenzialmente dal bacino di Luigi Dalla Via».
      La replica del Pd, formulata dal segretario Marco Rossetto, è secca. «È stata segnalata l’irregolarità del banchetto della Clementi non per la struttura in sé, ma per la posizione, fuori dal luogo autorizzato. Non si può certo chiedere d’installare un banchetto in un luogo per poi sistemarlo altrove».
      Alex Cioni del PdL, che di banchetti ha un’esperienza di tre lustri, inquadra così la questione: «Il regolamento sul tema è chiaro, come pure la sorta di tacito accordo che da sempre accumuna le varie liste. Sorprende la reazione del Pd nei confronti di Pia Clementi, che nel 2004 ha contribuito e molto all’elezione a sindaco di Luigi Dalla Via. Un comportamento che il Pd poteva certo risparmiarsi, e che può essere valutato come segnale di una certa paura di perdere palazzo Garbin».
     
Il Gazzettino del Nord Est – 29.05.09 - Vittorino Bernardi
mercoledì, maggio 27, 2009

COMITATO ELETTORALE "DALLA VIA NON E' IL NOSTRO SINDACO" IN PIAZZA: ALEX CIONI (LISTA PDL) PER VALTER ORSI SINDACO

Appuntamento in Piazza Rossi sabato 30 maggio dalle ore 16.00. Presenzierà il nostro candidato nel Pdl Alex Cioni.

Il responsabile del comitato elettorale

Cesare Boschetti

mercoledì, maggio 27, 2009

- La paura di perdere gioca brutti scherzi, nervosismo a sinistra -
Campagna elettorale e veleni: scritte ingiuriose contro il centrodestra

 
Schio - Impegnato a conquistare palazzo Garbin con le amministrative del 6 e 7 giugno, il centrodestra da giorni è entrato nel mirino dell’intolleranza politica, bersaglio di più azioni di teppismo al vaglio delle forze dell’ordine. Dopo una gomma tagliata all’auto di Diego Schiavo, candidato consigliere del PdL, mentre questi stava affiggendo manifesti elettorali in viale Trento e Trieste e una serie di scritte offensive in più punti della città tracciate in vernice nera sui manifesti del candidato sindaco di Lega nord e PdL Valter Orsi tra la serata di venerdì e la mattinata di sabato, uno striscione anonimo con la frase "Schio, terra contaminata dai fascisti" con una serie foto di Valter Orsi e Alex Cioni del PdL è comparso nella prima mattinata di domenica in piazzetta Garibaldi. È stato tolto verso le 7.30 dal servizio pubblico di nettezza urbana. Sabato sera il PdL aveva allestito uno stand con buffet, musica e karaoke per presentare i trenta candidati consiglieri, alla presenza oltre di Orsi anche di Giorgio Conte e dall’eurodeputata Lia Sartori. Le telecamere della videosorveglianza presenti in piazzetta Garibaldi hanno ripreso gli autori del blitz delle prime ore di domenica. Denunciati ai carabinieri, i tre episodi d’intolleranza hanno fatto seguito a una serie di lettere fasulle della Lega nord, recapitate nei giorni scorsi a più cittadini anziani, in particolare del quartiere di Santissima Trinità, con dichiarazioni sconclusionate e in dialetto di Valter Orsi. Lega nord e PdL, preoccupati, hanno stigmatizzato i vari episodi. Pietro Bastianello, responsabile della campagna elettorale della Lega, prende con ironia i vari attacchi anonimi: «Lettere false, manifesti imbrattati con offese, striscioni deliranti, gomme di auto tagliate sono episodi di un accanimento anonimo ai nostri danni, imputabile probabilmente al fatto che a Schio si respira aria di cambiamento con la volontà di molti cittadini di non rinnovare la fiducia a un’amministrazione di sinistra che governa Schio dal lontano 1948. A qualcuno questo diffuso desiderio di cambiamento evidentemente dà fastidio». Sabato prossimo in centro a sostenere Valter Orsi arriverà Flavio Tosi, sindaco di Verona.
     
Il Gazzettino del Nord Est - Vittorino Bernardi
lunedì, maggio 25, 2009

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categoria: politica, elezioni comunali di schio 2009, orsi sindaco

venerdì, maggio 22, 2009

IL DIBATTITO.
Presente il magistrato Amato
Leggi e legalità in primo piano alla serata del Pdl
 
L’incontro su legalità e sicurezza“Sicurezza e legalità” è stato il tema dell’incontro organizzato l’altra sera al bar “Leoncino” dal candidato locale per il Pdl Alex Cioni, che ha visto la partecipazione di Arlen Corà, segretario provinciale del Nuovo Psi e di Nicolò Amato, magistrato che ha partecipato a noti processi come ad esempio quelli contro i Nuclei armati proletari, contro Mehmet Alì Agca per l’attentato al Papa, o contro le Brigate Rosse per il sequestro e l’omicidio di Aldo Moro.
Una cinquantina i presenti, che hanno ascoltato l’intervento di Amato, che ha parlato a 360° della questione sicurezza/legalità, facendo riferimento al “pacchetto sicurezza” e soffermandosi poi sui temi delle ronde, considerate però come un metodo accettabile ma non risolutivo del problema, e su quello delle leggi.
«In Italia il problema non è tanto di riuscire fare delle “leggi buone” - ha spiegato Nicolò Amato - il problema è l’applicazione. E quando non vengono applicate, vengono prodotte nuove leggi per colmare il vuoto. Con questo sistema si corre il rischio di produrre “cattive leggi”».
Durante la serata si è parlato anche di sicurezza in merito ad alcune tematiche locali, come ad esempio la microcriminalità o la questione nomadi. E a tal proposito Cioni ha replicato sulla polemica sollevata in questi giorni con il Pd: «Non voglio insistere sulle diverse opinioni che esistono in città sul campo nomade, ma voglio sottolineare che non siamo certo stati noi a promuovere la tensione durante le commemorazioni per l’Eccidio. Problemi e tensioni si sono manifestati quando sono cominciate le contromanifestazioni di sinistra».
Tra le prossime iniziative, domani dalle 16, in piazza Rossi, Cioni allestirà un gazebo informativo dove incontrerà i cittadini insieme al suo comitato elettorale “Dalla Via non è il nostro sindaco”.
 
Il Giornale di Vicenza 22.05.09 - S.D.C.
giovedì, maggio 21, 2009

Sicurezza e legalità
IL PD ATTACCA ALEX CIONI

«Una politica fallimentare? Non c’erano dubbi che fosse così per Alex Cioni, che la sua soluzione l’aveva racchiusa nell’immagine di una roulotte devastata”. Così Marco Rossetto, segretario della sezione scledense del Pd risponde alle parole di Alex Cioni sulla questione nomadi, ribadite anche ieri sera in occasione dell’incontro su “Sicurezza e legalità” organizzato al bar Leoncino, che hanno scatenato la polemica.
«A Schio non c’è nessun campo nomadi - prosegue Rossetto. - C’è solo una famiglia stanziale che sta facendo un percorso per l’integrazione, ma che sta dando risultati. Ci sono azioni concrete per la legalità, con gli strumenti che la legge offre, senza iniziative estemporanee, improvvisate e pericolose. A parlare di sicurezza per Lega e PdL è proprio Cioni, l’uomo dell'’estrema destra che per anni, il 7 luglio, ha costretto la città ad un clima di tensione, tra saluti fascisti e camicie nere, blindata da centinaia di uomini delle forze dell’ordine, con preoccupazioni per gli scledensi e costi enormi per lo Stato. Mentre Schio sceglieva la pace e la concordia, lui andava dall’altra parte. Quello che stava con il leghista Borghezio che aizzava i repubblichini lo scorso 7 luglio. Allora la Lega locale se ne dissociava, oggi lo appoggia».

 

Il Giornale di Vicenza 21.05.09 - S.D.C.

mercoledì, maggio 20, 2009

Elezioni stasera

Lega e Pdl su ronde e campo nomadi

“Ronde cittadine: partecipazione o Far West?”. Questo il titolo dell’incontro che si terrà stasera al ristorante “Il Leoncino” dalle 20.30 in piazza Garibaldi a Schio al quale parteciperà Nicolò D’Amato, noto giurista e già direttore generale per gli istituti di prevenzione e pena.
L’incontro rientra nella serie di appuntamenti organizzati in vista del rinnovo del Consiglio comunale da Pdl e Lega Nord con il candidato sindaco Valter Orsi e il candidato consigliere Alex Cioni.
È quest’ultimo ad anticipare un altro tema scottante di questa campagna elettorale e che sarà affrontato e discusso durante l’appuntamento di stasera. Spiega Cioni: «L’unico campo nomade in città è contestato da molti e da più parti. Rappresenta un fallimento delle politiche sociali realizzate fino ad oggi. Sì, perché quando si parla d’integrazione, anche dall’altra parte si deve manifestare la volontà di modificare il proprio stile di vita e lo sforzo di adeguarsi alle regole. Ma ciò non è mai avvenuto e fino ad oggi la politica realizzata non sembra aver tenuto conto di questo. Non abbiamo più l’obbligo di assecondare questo ordine di cose. E se diventerò consigliere mi batterò per la chiusura di questo campo di nomadi».

Il Giornale di Vicenza 20.05.09

martedì, maggio 19, 2009

COMITATO ELETTORALE "DALLA VIA NON E' IL NOSTRO SINDACO" IN PIAZZA A SCHIO: ALEX CIONI (LISTA PDL) PER VALTER ORSI SINDACO

Appuntamento in Piazza Rossi sabato 23 maggio dalle ore 16.00. Presenzierà il nostro candidato nel Pdl Alex Cioni.

Il responsabile del comitato elettorale

Cesare Boschetti

lunedì, maggio 18, 2009

Berlusconi in Russia e prima in Egitto nel segno di una via nazionale ed europea nel capitalismo. Come Gronchi, Mattei, Craxi

E' LA LINEA MATTEI

Una giornata a Soci, la Costa Azzurra del Mar Nero, per mettere nero su bianco quelle che sono destinate ad essere le nuove vie del gas che dalla Russia portano all'Europa. Un'intesa economica che sancisce nei fatti un altro passo nel processo di avvicinamento tra Unione europea e Paesi dell'Est su cui negli ultimi tempi molto si è speso Silvio Berlusconi. Tanto che a fine aprile è stato il primo leader europeo ad incontrare il discusso presidente bielorusso Alexander Lukashenko.
L'incontro tra Vladimir Putin e Berlusconi è come al solito improntato a una cordialità che va ben oltre i buoni rapporti tra due diplomazie amiche e che costringe il protocollo a farsi da parte quando al termine del bilaterale il premier russo decide di togliersi la giacca e mettersi alla guida di una Mercedes per accompagnare il Cavaliere alla dacia Riviera messa a disposizione dal governatore della regione di Krasnodar. Poi, tutti al ristorante Mare Blu per brindare all'accordo per la realizzazione del gasdotto South Stream, sottoscritto dal presidente di Gazprom Alexei Miller e dall'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. Un'intesa destinata a portare in Italia il gas dei giacimenti russi e che prevede l'ampliamento della capacità di trasporto dell'impianto da 31 a 47 miliardi di metri cubi all'anno. Ma soprattutto, fanno notare Putin e Berlusconi, un passo importante verso una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti verso l'Europa, visto che le nuove rotte del gasdotto russo non attraverseranno più l'Ucraina.
Ed è Putin a lanciare il Cavaliere nel ruolo di mediatore tra la Russia e l'Unione Europea. Perché, spiega, “molto è stato fatto grazie agli sforzi personali di Berlusconi. Se avessimo con i Paesi europei lo stesso rapporto che abbiamo con l'Italia sarebbe una ottima cosa per lo sviluppo delle nostre relazioni”. Insomma, “se Silvio ha avuto questo ruolo nei rapporti tra Italia e Russia, può averlo anche nei rapporti tra la Russia e l'Ue”. Parole che il presidente del Consiglio raccoglie con soddisfazione, visto che da tempo va dicendo - e lo ha ripetuto anche a Soci - che “l'Unione europea ha bisogno della Russia e la Russia ha bisogno dell'Unione europea”. Nessun dubbio, invece, sull'opportunità dell'intesa su South Stream che - obietta un cronista - renderebbe l'Europa troppo dipendente dalla Russia sul fronte gas. “Dovremmo essere felici - ribatte Berlusconi - che un Paese amico ci dà la possibilità di avere l'energia di cui abbiamo bisogno. Se poi l'Ue lo riterrà giusto potrà rivolgersi anche ad altre fonti di energia”.
La due giorni russa continua nel castello di Barvikha, immerso nella foresta vicino Mosca, dove Berlusconi incontra il leader del Cremlino Dmitri Medvedev. Sul tavolo l'attualità internazionale, a partire dalla crisi economica globale e dal ruolo del G8 nell'affrontarla, passando per le relazioni della Russia con Usa, Nato e Ue. “Insomma - spiegava il Cavaliere al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi riferendosi alla sua visita in Egitto - non è vero che andiamo a fare missioni all'estero per visitare le discoteche”. Parole seguite da un documento di due pagine e mezzo consegnato ai giornalisti e intitolato “Principali risultati della recente attività di politica estera del presidente del Consiglio”. A seguire, gli esiti del bilaterale Italia-Egitto del 12 maggio e la visita in Russia. A Sharm El Sheik, si legge nell'appunto, sono stati firmati “14 importanti accordi, risultati concreti frutto dell'azione del governo”. Spiccano quelli “tra Eni e ministero egiziano del Petrolio per lo sfruttamento di giacimenti nella Penisola del Sinai e lungo la costa egiziana” e quelli “per il raddoppio dell'impianto di Gpl di Damietta”. La portata finanziaria iniziale dell'accordo è di circa 4 miliardi di dollari, ma arriverà fino ad 8 miliardi. “Spiace - concludeva Berlusconi prima di partire per Soci - non averlo visto scritto su nessun giornale”.

Da Il Giornale18.05.09

venerdì, maggio 15, 2009

Chi sono

Utente: scledum
Nome: COMUNITA' MILITANTE VICENZA - NUCLEO "FRANCO ASCHIERI" Contatto: azionesocialevicenza@yahoo.it - 339/4355919
"C'è in Italia un po' di gente, gente giovane - e cominciano ormai a conoscersi e a contarsi - che non si sente nata a far da fedelissimo a nessuno; che saggia, sonda, sposta la visuale, rasenta a volte l'eresia, e preferisce lo sbagliarsi al dondolarsi tra gli agevoli schemi; che parla un linguaggio proprio, e ha proprie e ben riconoscibili idee; che considera il presente unicamente in funzione del futuro; che ha buone gambe e una tremenda voglia di camminare". (Berto Ricci)


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" Noi, quelli che....un calcio in culo al sistema. Questo é il luogo sacro dell’anticonformismo ideoantroposociopsicologico; il paradiso dei rompicoglioni, del politicamente scorretto. Di quelli che non ci stanno; che non credono alla destra o alla sinistra e non sognano neppure il grande centro. Quelli che al sistema preferiscono le due colonne. Quelli che detestano l’America e... Dio stramaledica gli inglesi. Quelli che la tribù é molto meglio del villaggio globale. Quelli che sognano un nuovo disordine mondiale. Quelli che vaffanculo la coca cola e l’hot dog. Quelli che le Borse ce l’hanno sotto gli occhi per l’insonnia e il Pensiero Unico é un nuovo modello di dichiarazione dei redditi e perciò evadono le tasse. Quelli che, al diavolo Eurolandia. Quelli che il TUS é un pericolosissimo retrovirus custodito nelle Banche centrali e ci vorrebbe un vaccino. Quelli che l’Occidente é un punto cardinale e il Mediterraneo nonsolomare. Quelli, infine, che il gendarme planetario lo impalerebbero alla statua della libertà. Si, questo é il sito degli antagonisti, degli antiborghesi, dei non moderati, degli antilabliberisti, degli anarcofascisti, dei camercompagni, del rosso e del nero a denominazione di origine controllata, degli estremisti del terzo sentiero, dei militanti del cazzimperio. Non c’é bisogno di carte di credito. Frequentaci e te ne pentirai.